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Tamerlano : Act 2 "Al soglio, oh bella!" [Tamerlano, Asteria, Bajazet, Andronico, Irene]
Michael Chance
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Al soglio, al soglio, o bella
Signor, si fanno alleggi in piacer vostro
Al soglio, sรฌ, ma per sfidarvi il mostro
Porgi la destra
Ecco l'argento
Ahi, miei, se mi vedesse il padre
Eccolo, hai vista?
Dove, Asteria?
E tu dove, o Bajazetti?
A arrestar mia figlia?
Temerario! O t'antornisci, o prigionier?
Le mie catene non mi han tolto ragion sopra mia figlia
Piรน tua figlia non l'ho a me: mia sposa รจ Asteria
Tua sposa? Non รจ vero
De gl'otto man il sangue non puรฒ accoppiarsi
Al sangue d'un pastore
Infelice superbo!
Non sai ch'io sono tuo signore ancora
Ei? Fortuna non toglie, o lieta o avversa
A te viltร di sangue, a me grandezza
Tu tacci, temeraria
Il tuo rossor rivendica giร in gran parte
Il tuo delitto, perfida, indegna figlia
Oh lร ! Si taccia, stanco son dei tuoi pugni
Ei svela il volto a Asteria, non arrestasse il colpo
E potrebbe il capo tuo alla pena
Eccolo via, che tardi?
In arma o speri altrimenti placarmi?
Del cimento il funesto, o taccia, o parmi
Ti vo' avvelenar men, se non pagato
Oh lร ! Piedi a terra, in superba tua mano
E quell'ardito capo mi serve di sgabello
Aggirne al trono
Non s'affatti, calcolo
Eccomi io stesso prosteso a terra
Ascendi al trono
Ecco ascenda Asteria, e con crudel
Ed inaudito esempio
Oggi si veda al soglio del nemico
Sul capo al genitor passar la figlia
Andiamo, Asteria
Ah, mio signor! Vi seguo, ma per questa via
Se me volete sposa, donne vogliate a me disumanata
Sgombrisi quel sentiero, e veniamo al soglio
Attento, giungo ad assoprar l'infida
Sorgi
No, poichรฉ ingombro alla superba
Almen la via del trono
Sorgi, ti dico. Oh lร !
Carve 'ste stelle
Con intrepido guardo
Rimir, Bajazet, qual sia tua figlia
In un ancor del tuo malator doglio
Padre, perdon
Saprai qual varo assoglio
Andronico, tu taci!
A che il padre? Non ha voce l'amante
Che dite, Bajazet?
Con lei vi sembra quella
Che cosรฌ ben prima s'apea fingere amor per me
Dover per voi?
Deh! Rivolgiam altrove, Andronicol e Cilia
Con lei di Bajazet no, non รจ figlia
Andronico, hai uman tempo
E il Tamarlano vi si grato
Asteria รจ mia per voi
Per me sia vostro aireo
E con i rene l'uno e l'altro impero
Or venga, Irene, a noi
E per lei vengo ad impegnar quel posto
E promesso e dovuto, e giร occupato
Sei quella tu, che non conducia al trono
O brama di regna, o moli affetto?
Io m'impruovero ancor, maledetto ignano
Ancor l'ardita qui? ma dove, Irene?
Ireni non paragio mai
Si prisca o protta non rivira il trono e il letto
O che Asteria discenda, e l'abbraccio, Irene
Io? far scender Asteria? Ah! s'io potessi!
Oh lร ! chi di voi presta a una tradita principessa
Il braccio? Androno, usurpatrice, e io prode e giusto?
Bajazet, isso, oh padre
Andronico, disprezzato
Il Tamarlano รจ il reo, non trovo aiuto
Fermati, o donna, che al tuo pro m'impegna
O scende la mia figlia, o non son padre
Odi, perfida, e tu fiero nemico
Mi lascia vabelarti protesto
L'ultimo giorno che m'ascolti รจ questo
Signor!
Lascia cadita
Asteria, che perfidia! Non ti radigi piรน?
Dimmi, sei quella che giurรฒ al Tamarlano
Odio e vendetta?
Tu dal sangue a Toman, perfida, menti
Dal tuo nemico amante non podo onesti
Al genitor la morte, per avermi poi tu
Deh! ina il verto
Ecco il petto, ecco il capo, or via, che tardi?
Quest'ultimo ti resca ancor di tuoi delitti
Zitto, o struggente d'alma
Disumanata, un padre ti spera
ย
Andiamo a mendicar la morte altrove!
Padre, in vena!
Si fiacca Asteria รจ dunque, che di grida impotenti i soldi scuote!
ร mio padre che parla!
Io son tua sposa!
Non per ancor! E di qua scender poss'io
E non fai, padre, che sentiro indovri!
Scendime dunque tosto! Chi vacilla del Tamerlan
Sul trono รจ indegna di possarvi anche un momento!
Asteria scende!
Eccomi scesa!
Ah vile!
Padre, troncasti ora un gran colpo il volo!
Tornate, Camerlani, ai vostri cenni! Or, tiepi, ospoli
Abbassiate il regno! Di pochi giorni lo splendor รจ indegno!
Andiamo!
Tamerlano, non vi partete! Ascolti ognun; e piรน di tutti fissa
Fissa, e me li occhi, o Tamerlano, e mira! Quest'era il primo
Destinato amplesso che portava fastosa Asteria al letto
Giacce e gelido impotente al piรจ del trono; ma ancora in esso
Vagheggiarvi puoi la mia illustre vendetta e i sdegni tuoi!
Grand'ali!
Tua illustre figlia!
Tua amor costante!
Sdegni! Ma di monarcha a tal cor fesso mi disfrate amante? S'io
Non li mirrendavi, Asteria, e i boiozetti posti in difesa, io punir
Vo' con cento morti cento nel padre e nel figlio il tradimento!
Ode!
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