La clemenza di Tito, K. 621 / Act 1: "Di Tito al piè" - Live
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Talmen...
Di Tito al piè!
Servilia! Augusta!
Al signor sì gran nome non darmi ancora
Odimi prima, io deciò, palesarti un arcano
Publio ti scosta, ma non partir
Che del Cesare alloro m'è fra tante più degne
Generoso monarca inviti a parte
È dono tal, che d'esseria tumulto
Nel più stupido cor. Ma...
Parla
Il cor, signor, non è più mio
Già da gran tempo, ah, il mio menon rappien
Valor che basti d'un oper abbiarmelo
Anche in altro il solito sentiero
Farebbe a mio dispetto il mio pensiero
So, ch'oppormi è delitto d'un Cesare a un omen
Ma tutto almeno sia avuto il mio sovrano
Poi, se mi vuol sua sposa, ecco la mano
Grazie, oh nobile, al ciel
Pur sì ritrovati s'avventure a dispiacer col vero
Alla grandezza tua la propria pace anni oppospone
Tu ricusi il trono per essergli fedele
Ed io dovrei turbarvi, ammessi belle!
Ah, non produce sentimenti, sire, in di Tito il core
S'ombra ogni tema
Io voglio spigner nodo sì degno
E n'abbia poi cittadini la patria è duole a voi
Ah, Tito! Augusto! oh, vera delizia de' mortali!
Io non saprei come il grato mio cor...
Se grata pieno esser mi vuoi, Servilia
All'altre ispira il tuo candor
Ed il pubblicar procura che grato a me si rende
Più del falso che piace, il ver ch'offende