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L'eremita

Gazzè Max
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Lyrics

Salutò aggrappato ad un abbraccio E le mani, veloci, sulla valigia Un cartone, ignaro e sorpreso A chiudere il pane fra i libri Amico curioso a strisce Come la camicia svogliata E gli umori tremendi Colorati per ogni notte in bianco L'eremita è un vuoto scalzo che misura il tempo L'eremita cammina la sua vita da solo Quando decise di partire E disse "addio" con volto non vero E lui cammina piangendo storto E nulla che rifletta il male Se non acque immobili A specchiare l'urlo del silenzio Oppure un occhio obliquo Che guarda e ti sorride male L'eremita, un aquilone che volteggia nell'aria L'eremita, un urlo che scolpisce nell'anima L'eremita coltiva la sua terra E mischia il ricordo col fango E l'uomo guarda il suo vestito Da tempo irriverente Rumore raro di natura dormiente Che mi strappa la voglia di tornare Dove una folla di eremiti Organizza abbracci a vanvera L'eremita che conosco è una memoria di schiena Che mi invita a pensare Che non voglio tornare