Act 2: "Condotta all'era in ceppi" (Azucena, Manrico)
Fedora Barbieri, Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, Herbert von Karajan, Giuseppe Di Stefano
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Lyrics
Condotta, ella reincèppe al suo destin tremendo
Col figlio sulle braccia
Io la seguii piangendo
In fila ad esso invarco
Tembai, ma egli, per aprirmi
In manto, e colla misera
Fermarsi e benedirmi
Che fra bestemmie oscene
Pungendo nacqui i ferri
Ruggine cacciavano gli scellerati sgherri
Allor, con tronco cieco mi vendica, sclamò
Qua e là, da unico altero
In questo cor lasciò
La vendicasti?
Il figlio giunse al piede del Conte
L'altra esci reppuiva
Le fiamme arder già pronte
Le fiamme? Oh ciel! Tu farse!
Ei distruggease in fiamma
Io mi sentiva in ca-
De la mia nòl infranta
Ond' ecco allegri spirti
Come in un sogno apparve
La vision fеrale
Di spaventose larve
Gli sgherri ed il supplizio
La madre, svolta in volta
Scalza discinta
Il grido, il grido, il grido
Ascolta, mi vendica
La mano col sospetto
Strinse la vittima
Ne il fango la tenne
Lo sospetto
Fosse il papal delirio
L'orrida scena fu
L'alma sol mi ammoppa
E la sa prima strazia
Or m'avventò nel guardo
Egli occhi mi vendea
Del mio cor, del figlio
Ah, che dici?
Del figlio mio
Ah!
Del figlio mio
Qual orror! Oh, quale orror!
Del figlio mio, del figlio mio
Del figlio mio, del figlio mio
Oh, qual orror! Quale orror!
Sul capo mio le chiome
Sento drizzarsi ancor, drizzarsi ancor
Drizzarsi ancor