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Rappresentatione di Anima e di Corpo (Representation of Soul and Body): Rappresentatione di Anima, et di Corpo, Atto primo: Sinfonia

L'Arpeggiata
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Rappresentazione di Anima, e di Corpo PROEMIO Scena unica Avveduto, e Prudenzio giovanetti. Voi che all'aspetto mi parete sensato e prudente giovanetto, ditemi di grazia, che vi pare di questa vita mortale, che gli uomini pregiano tanto? In che concetto la tenete voi? Desidero il parer vostro: percioche' anch'io vorrei viver in modo, che giungendo al termine di essa, non mi trovassi, come a molti interviene, da falsa speranza ingannato. Io non posso soddisfare a pieno al vostro desiderio, perchรฉ gli anni miei acerbi non comportano, ch'io in questo soggetto abbi veduto molto: pure per quanto ho possuto odorare di lontano, e per quello che ho imparato dagli uomini savii, che l'hanno con occhio accorto trapassata; mi pare, ch'ella sia una mostra, ed apparenza di vanita'; una bella veste, che ricopre le deformita' del corpo infermo: ed un erboso prato, che con le verdi gramegne nasconde il velenoso serpe. E voi, che diresti che ella fusse? Io ancorche' inesperto, direi, ch'ella fusse un campo angusto, ma pieno di dure pietre: un bosco folto, ma pieno d'acute spine: un monte ombroso, ma pieno d'altissime rupi, ed in somma una gran selva, ma piena di selvatiche fiere. Io la chiamarei una valle oscura di pianto: un fonte sterile di pensieri: un fiume torbido di lagrime: ed un mare procelloso di miserie. Io ancora, se bene mi sono accorto, truovo che questa nostra vita รจ come la bolla nell'acqua, che subito manca: come il vapore nell'aria, che presto si consuma: e come il fiore, che su la siepe in un tratto languisce. Io l'assomiglio ad una casa vecchia, che minaccia ruina: ad una torre alta fondata su l'arena: ad un arbore pieno di rami, ma senza radici. A me pare una navicella senza governo: una vecchiezza senza bastone: un cavallo senza freno: ed un cieco senza guida. Io la paragono ad un ordine confuso: ad una quiete travagliata: ad una fatica inefficace: ad una sanita' inferma: ed ad una ricchezza povera. Dite pure ch'ella รจ una bellezza deforme: un onore infame: un'ambizione sollecita: un'altezza precipitosa: ed una nobilta' oscura. 4 / 30 AVVEDUTO PRUDENZIO AVVEDUTO PRUDENZIO AVVEDUTO PRUDENZIO AVVEDUTO PRUDENZIO AVVEDUTO A. Manni / E. De' Cavalieri, 1600 Proemio PRUDENZIO AVVEDUTO PRUDENZIO AVVEDUTO PRUDENZIO AVVEDUTO PRUDENZIO AVVEDUTO PRUDENZIO AVVEDUTO PRUDENZIO AVVEDUTO PRUDENZIO AVVEDUTO PRUDENZIO AVVEDUTO PRUDENZIO AVVEDUTO Aggiungete ch'ella รจ un sacco forato: un vaso intronato: uno specchio macchiato: ed un vetro rotto. Non lasciate di dire, ch'ella รจ un amo d'oro con l'esca: un tribolo acuto, che fora: un pomo acerbo, che disgusta: ed un calice di vino, che inebria. Anzi un viaggio pieno d'insidie: una citta' piena di discordie: un regno diviso: un principato tirannico: ed un peregrinaggio molesto. Soggiungete ch'ella รจ un castello in aria: una nave in mezz'al mare: una nebbia inanzi al sole: ed un vento, che passa, e non torna. Affermate di lei, e dite pure ch'ella รจ un gorgo cupo, dove molti si sommergono: un pelago stretto, dove molti pericolano: una mare senza porto, dove a gran rischio si passa. Stimatela pure ch'ella sia una caverna di serpenti: una spelonca di ladri: una grotta d'assassini: ed un rifugio di malfattori. Non vedete voi ch'ella รจ una piazza piena di rumori: una strada torta piena d'errori: ed un muro vecchio pieno di fessure. Nominatela pure un giogo non soave: un peso non leggiero: ed una catena forte. O come รจ vero ch'ella รจ una pece, ch'imbratta: un fango, che tiene: ed una polvere, che accieca. Assicuratevi ch'ella รจ un deserto arenoso: una solitudine orrida: un paese inabitabile. Non considerate voi, ch'ella si muta come la luna? che trapassa come un corriero? che va in giro come una ruota? E' purtroppo chiaro, ch'ella รจ una citta' di sangue: una concupiscenza di carne: un compiacimento d'occhi: ed una superbia di cuore. Chiamatela sicuramente un amor di pazzi: un desiderio di viziosi: un piacer d'appassionati. Nominatela una mensa povera: una cisterna fessurata: un letto duro: ed un'arca vacua. Assomigliatela ad una sirena che canta: ad una meretrice che lusinga: ad un mago ch'incanta. Tenetela in concetto d'un dolor, che ride: di un riso che piange: d'un contento che si lamenta. Ed io per dire il suo nome, dico ch'ella รจ una vita bugiarda: una vita morta: una morte, che spira: ed un inferno de' viventi. Ed io vi concludo che questa miserabil vita altro non รจ che una pompa funebre di corpi vivi: un velocissimo corso alla morte: ed un nobile apparato, che si fa a' vermi. 5 / 30 Proemio Rappresentazione di Anima, e di Corpo Ed in effetto a questa mondana vita le si possano dare tutti li titoli, e nomi piu' indegni, che tutti se li convengono benissimo. Or ditemi, s'ella รจ cosi', onde nasce, che molti la tengono in tanta stima, e la gustano in modo tale, che non vorriano mai morire? Questo nasce, perchรฉ i peccati gli hanno offuscata la vista, e messo un velo innanzi a gli occhi, talche' non possono comprendere la verita' delle cose: e percio' pigliando il falso per vero, e 'l male per bene vaneggiano in mezo a gli errori: ed intanto li s'avventa la morte, e li porta cola' dove si trovano non aver nelle mani altro che vento, anzi tormento, e pena. Certo, che sono infelicissimi gli uomini, che cosi' vivono, poiche' sicuri dormono in uno errore di tanto pericolo. O quanto farebbono bene, se una volta si svegliassero da cosi' mortifero letargo! O quanta, o quanta salute sarebbe alle genti, se si ponessero a considerare oltre la scorza, le miserie, ed imperfezioni di questa ingannevol vita! percioche' per troppo affezionarsi alle sue false bellezze, si scade (tremenda cosa), e non si vede, nei dolori dell'inferno, e nelle crude braccia della morte. O qual felicita' saria di tutti, se da i sensi si alzassero dove รจ l'intelletto! e qui vedessero che non ricchezze, non piacere, non onore contenta il core in questa vita, ma solo il bene, ch'appresso a dio si trova: e scoprissero, ch'il tempo fugge a un batter d'occhi: e col vero consiglio apprendessero, che questa poca luce di vita in un momento tramonta: ch'il corpo co 'i sensi suoi sollecita ad ogn'ora l'anima all'amor del fango. Che il paradiso ne luce sopra il capo, Che l'inferno ne arde sotto i piedi, che il mondo vaneggiando ne inganna, e la vita lusingando n'occide. E che in effetto qualunque contra gl'insulti dell'inimiche tentazioni virilmente in terra combatte, eterne, e gloriose corone acquista nel cielo. PRUDENZIO AVVEDUTO PRUDENZIO AVVEDUTO PRUDENZIO AVVEDUTO 6 / 30 A. Manni / E. De' Cavalieri, 1600 Proemio PRUDENZIO E' verissimo. E perchรฉ la scienza, e cognizione di quanto รจ stato da voi detto รจ importantissima, dipendendo da quella la somma di tutte le cose; da qui e', che alcuni s'hanno preso per carico di mettercela inanzi a gli occhi. Ed ecco che or ora in questo luoco ci verra' rappresentato un vivo, e stupendo esempio, che mostrera' esser vero, quanto abbiamo concluso. E si vedranno venire innanzi le cose istesse, le quali sotto figura di persone umane apparendo, mentre con le nuove e strane immagini dilettaranno, nell'istesso tempo serviranno per una idea, dove ciascuno mirando puotra' formarsene un ritratto nel core, nel quale riconosca chiaramente, che questa vita, questo mondo, queste terrene grandezze sono veramente polvere, fumo ed ombra: e finalmente poi che non ci รจ altro di fermo, ne' di grande che la virtu', la grazia di dio, e 'l regno eterno del cielo. Ma ecco ch'un vecchio per dar principio alla cosa, se ne vien fuori. Cediamo il luoco, ed appartiamoci. Cosi' facciamo. AVVEDUTO 7 / 30 Atto primo Rappresentazione di Anima, e di Corpo 8 / 30 TEMPO ATTO PRIMO Scena prima Tempo solo. Il tempo, il tempo fugge, la vita si distrugge; e gia' mi par sentire l'ultima tromba, e dire: uscite da la fossa ceneri sparse ed ossa; sorgete anime ancora, prendete i corpi or ora; venite a dir il vero, se fu miglior pensiero servire al mondo vano, o al re del ciel soprano? Si' che ciascun intenda, apra gli occhi e comprenda, che questa vita รจ un vento, che vola in un momento; oggi vien fore, doman si more; oggi n'appare, oman dispare; faccia dunque ognun prova, mentre il tempo le giova, lasciar quant'e' nel mondo, quantunque in se' giocondo; ed opri con la mano, opri col core, perchรฉ del ben oprar frutto รจ l'onore. Scena seconda Questa vita mortale, per fuggir, presto ha l'ale: e con lei tal fretta passa, ch'a dietro i venti, e le saette lassa. Continua nella pagina seguente. A. Manni / E. De' Cavalieri, 1600 Atto primo Veloce il giorno, e ratto corre a la notte: e a un tratto dispar la state, e 'l verno, tal che da un punto sol vassi a l'eterno. Il tempo che non dura, ci logra e ci misura: ahi come in un momento da' il ciel la vita, e se la porta il vento! Ma la vita ch'e' breve, il saggio odiar non deve; per cio' che il tempo corto fa giunger tosto al desiato porto. Scena terza Intelletto solo. INTELLETTO Ogni cor ama il bene, nessun vuol stare in pene: quindi mille desiri, quindi mille sospiri, e riso insieme, e lutto si sentono per tutto. Ed io che 'l ben tant'amo, dal cor profondo chiamo, ahi chi potrar saziare quelle mie voglie avare? La ricchezza? No, no che me saziar non po': l'onor? Ma che mi da', se piu' bramar mi fa? Piacer? Ma che mi giova, se mi da' sete nova? Una cosa io vorrei, che sola puo' saziar gli affetti miei: vorrei nel cor impresso quel ben ch'ogn'altro ben chiude in se' stesso: vorrei se tanto desiar mi lice, essere in ciel con dio sempre felice. 9 / 30 Atto primo Rappresentazione di Anima, e di Corpo CORPO ANIMA CORPO ANIMA CORPO ANIMA CORPO ANIMA CORPO ANIMA Scena quarta Corpo, ed Anima. Anima mia che pensi? Perchรฉ dogliosa stai, sempre traendo guai? Vorrei riposo e pace; vorrei diletto e gioia, e trovo affanno e noia. Ecco i miei sensi prendi. Qui ti riposa, e godi in mille vari modi. Non vo' piu' ber quest'acque, che' la mia sete ardente s'infiamma maggiormente. Prendi gli onor del mondo, qui gioir quanto vuoi, qui saziar ti puoi. No, no, ch'io so per prova, con quanto assenzio, e fele copre il suo falso mele. Alma d'ogn'altra cosa tu sei piu' bella e vaga: in te dunque t'appaga. Gia' non mi feci io stessa: e come in me potrei quetar gli affetti miei? Lasso, che di noi fia! Se ritrosa sei tanto, starenci sempre in pianto? Questo no, se m'ascolti, e se meco rimiri a piu' alti desiri. Terra, perchรฉ mi tiri pur alla terra? Or segui il voler mio, ed amendue riposeremci in dio. 10 / 30 A. Manni / E. De' Cavalieri, 1600 Atto primo CORPO Ahi! Chi mi da' consiglio? A qual di due m'appiglio? L'anima mi conforta. Il senso mi trasporta. La carne mia mi tenta, l'eterno mi spaventa: misero che far deggio? Attaccarommi al peggio? No, no che non รจ giusto per un fallace gusto, per breve piacer mio, perder 'l ciel, la vita eterna, e dio. Sicche' ormai alma mia, con teco in compagnia cercaro' con amore il ciel, la vita eterna, e 'l mio signore. Scena quinta Il ciel clemente ogn'or grazia e favore qua giu' versa, e comparte: apre la man divina il gran signore, e le sue grazie imparte: alme, ch'in terra ricevete il dono, benedite il signor, perch'egli รจ buono. Benigno ha il volto, il fronte ogn'or sereno, risguarda, ode e risponde: ha pietosa la man, paterno il seno, e i falli altrui nasconde, castiga lento, e presto da' il perdono: benedite il signor, perch'egli รจ buono. Fate festa al signore organi e corde, timpano, cetre e trombe, il salmo, e l'inno in armonia concorde, alto col suon rimbombe: canti ogni lingua e dica insiem col suono benedite il signor, perch'egli รจ buono. 11 / 30 Atto secondo Rappresentazione di Anima, e di Corpo ATTO SECONDO Scena prima Sinfonia. Benedite il signore perch'egli รจ buono. Scena seconda Consiglio. La nostra vita in terra altro non รจ che guerra: ch'aspri nemici intorno ci stan la notte e 'l giorno: e con arte e inganno spesso cader ci fanno: il mondo si fa bello col vetro e con l'orpello: la carne con mal'opre i vermi suoi ricopre: e questa vita ancora il suo cenere indora, si' che al soldato eletto armisi il fronte, e 'l petto; di fe' prenda la maglia, e venga a la battaglia che ogn'uom, ch'a cio' s'e' dato, bisogna esser tentato: ma felice chi strinse il suo nemico e vinse, che in premio se li dona nel ciel scettro e corona. 12 / 30 CONSIGLIO A. Manni / E. De' Cavalieri, 1600 Atto secondo Scena terza O quanti errori, e tenebre l'umane menti ingombrano! O in quanti abissi giacciano i cor, ch'ogn'or vaneggiano! Perchรฉ tra fango, e polvere il cor de l'uomo tant'avido va ricercando il giubilo, che solo in ciel rinchiudesi? Mirate o menti cupide del ciel le fonti limpide, e del mondo impurissimo lasciate l'acque torbide. Qual incanto, qual fascino il cor vi preme e occupa prender per cibo il tossico, e dar la morte a l'anima? Scena quarta Piacere, con due Compagni; Corpo ed Anima. PIACERE Chi gioia vuol, chi brama gustar spassi e piacere mentre il tempo lo chiama. Venga, venga a godere, getti gli affanni suoi. Corra a gioir con noi. Gli augelli pargoletti, cantan su gli arbuscelli: i pesci semplicetti guizzano pei ruscelli, e invitano al piacere con numerose schiere. Ridono i prati erbosi, c'han coloriti i manti; le selve e i boschi ombrosi son lieti e festeggianti: ogni piaggia fiorita a l'allegrezza invita. 13 / 30 Atto secondo Rappresentazione di Anima, e di Corpo A questi suoni e canti. Alma, muover mi sento. Come la foglia al vento. Come ti cangi presto? Sta' forte e non temere, quest'e' falso piacere. O canti, o risi, o graziosi amori. Fresch'acque, prati molli, aure serene, grate armonie, che rallegrate i cori, conviti, paste e saporite cene, vesti leggiadre, e dilettosi odori, trionfi e feste d'allegrezza piene, diletto, gusto, giubilo e piacere, beata l'alma, che vi puo' godere. Non vi cred'io no, no! Li vostri inganni io so: tutte le vostre cose che paion dilettose, al fin son tutte amare. Beata l'alma, che ne sa mancare. Cacciate via i pensieri torbidi, tristi e neri. Aprite, aprite il petto al piacer e al diletto, aprite, aprite al core a la gioia e a l'amore, dolce diletto. Ch'allagra il petto, soave ardore. Gioia del core. Via, via false sirene. Di frodi, e inganni piene, il fin del vostro canto, occupa sempre il pianto: ogni diletto รจ breve. Ma quel, ch'affliggera', finir non deve. Or poi che non vi aggrada la lieta compagnia. Ce n'andarem per strada, dov'altri ci desia: che per aver contento verranno a cento, a cento. CORPO ANIMA PIACERE E COMPAGNI ANIMA PIACERE E COMPAGNI ANIMA PIACERE E COMPAGNI 14 / 30 A. Manni / E. De' Cavalieri, 1600 Atto secondo CORPO ANIMA ANIMA RISPOSTA ANIMA RISPOSTA ANIMA RISPOSTA ANIMA RISPOSTA ANIMA RISPOSTA ANIMA RISPOSTA ANIMA ANGELO CUSTODE Scena quinta Corpo, ed Anima, e risposta dal cielo. Non so s'e' stato ben lasciar tanto piacere, ch'il mondo tiene. Vo' dimandarne al cielo ch'il ver mai non nasconde. Vediam quel che risponde. Ama il mondan piacer l'uom saggio, o fugge? Fugge. Vano. Piacere. Ama. Dio. Vero. Che cosa รจ l'uom, che 'l cerca e cerca invano? Chi da' la morte al cor con dispiacere? Come la vita ottien chi vita brama? Ama del mondo le bellezze, o dio? Dunque morra', chi 'l piacer brama: รจ vero? Or quel, ch'il ciel t'ha detto ecco io raccolgo intero: fuggi vano piacer, ama dio vero. Scena sesta Angelo custode, Anima, Corpo, e Coro. Fortissimi guerrieri che gli nemici alteri avete discacciato, m'ha qui 'l signor mandato, ch'in ogn'impresa forte il cor vi riconforte. Continua nella pagina seguente. 15 / 30 Atto secondo ANGELO CUSTODE Rappresentazione di Anima, e di Corpo Altra pugna vi resta faticosa e molesta, ma non temete punto, che son per voi qui giunto. E in ogni caso strano vi porgero' la mano. Altri doman le fiere. Altri trionfan delle genti altere, ma sopra ogni guerriero, fort'e' chi vince il senso lusinghiero. Scena settima 16 / 30 Mondo, e Vita mondana. Corpo ed Anima, Angelo custode, Coro. CORPO ANIMA ANGELO CUSTODE MONDO Io son, io son il mondo, che di grandezza abondo: e 'l braccio mio stupendo in ogni parte stendo: miei son tutti tesori, tutti gli argenti e gli ori. Le superbe ricchezze, le famose bellezze, i principati degni, i poderosi regni: chi mi vorra' servire e dov'io vo' venire, con molto suo diletto, gran cose li prometto. Alma, gran cose intendo; se 'l mondo dice il vero, vorrei mutar pensiero. Ed anch'io sto pensando, s'insieme potess'io servire al mondo, e a dio. Non si puo' aver due cori, e servire due signori, ch'uno in un modo regge, l'altro ha contraria legge; servite solamente a dio signor possente. A. Manni / E. De' Cavalieri, 1600 MONDO Atto secondo ANGELO CUSTODE ANIMA MONDO ANIMA Quanto intorno ha la terra, quanto il mar cinge e serra, e dove il ciel si stende, tutto da me dipende: tutto nel seno accoglio, e lo dono a chi voglio. VITA MONDANA Io son la cara vita tanto da voi gradita. Bella, vaga e vezzosa, allegra, e baldanzosa, che con prontezza dono, quant'ho di bello, e buono; se voi servir volete al mondo che vedete, vi daro' con amore de la mia vita il fiore; vi daro' lunghi i giorni, e d'allegrezza adorni: state aspettando forsi, quando sian gli anni scorsi? Quando la chioma imbianca, quando la vita manca? Non e', chi bene attende, tutt'or quel che risplende: servite pure adesso a dio, che v'e' concesso: che diman poi, chi sa quel che di voi sara'? Alma, al nemico ardente, rispondi arditamente. Io che porto con me l'imagine del re, io fatta con onore, simile al mio fattore, c'ho da far'io col mondo, che passa, e cade al fondo? Miratemi a l'aspetto, io do quel che prometto: prendete il ben presente, vivete allegramente. Io che son spirto, e mente, che dura eternamente, c'ho da far con la vita che tosto fa partita? 17 / 30 Atto secondo MONDO ANGELO CUSTODE CORPO MONDO CORPO ANGELO CUSTODE VITA MONDANA CORPO ANGELO CUSTODE ANIMA E CORPO Rappresentazione di Anima, e di Corpo Te n'avedrai ben tu, se ne contrasti piu'. Questo malvagio ingrato รจ fango inorpellato! Questa falsa e lasciva, รจ morte, che par viva! Or venga, e vegga il mondo quel ch'e' la vita e 'l mondo. Spoglia quest'empio e vede quel che il tuo cor non crede. Metti giu' questa spoglia, c'ho di veder ti voglia. Ahi, l'angelica forza per qual cagion mi sforza? O come il mondo tutto e' poverello e brutto! Ben ti conosco ai panni. Non piu', non piu' di nuovo m'inganni. Oh miseri amatori, ch'al mondo date i cori, mirate quanto รจ vile quel ch'a par gentile: e quanto รจ trista sorte abbracciar quel che vi conduce a morte. Dispoglia anco costei. Ohime', che non vorrei. Ahi miserabil sorte! Dunque la vita รจ morte? Dunque l'umana vita e' morte rivestita? Poi ch'avete scoperto l'inganno ricoperto, con disdegnosa mano cacciateli lontano. Via via, mondo fallace, via via, vita fugace, ite a trovar gli sciocchi, c'hanno abbagliati gli occhi: o quanta nebbia e ombra gli occhi mortali ingombra! 18 / 30 A. Manni / E. De' Cavalieri, 1600 Atto secondo Scena ottava Angelo Custode, Anima, e Corpo; ed Angeli nel cielo, che s'apre. ANGELO CUSTODE Al forte vincitore e' debito l'onore, l'onor, ch'e' apparecchiato nel ciel, che fa beato: si' ch'ormai da la terra, c'avete vinta in guerra, volgete il cor e 'l viso, e i passi al paradiso. UNO DEL CORO DUE DEL CORO ANGELI Venite al ciel diletti, venite benedetti, che queste sedi belle furon fatte per voi sopra le stelle: lasciate pur la terra, dov'e' perpetua guerra: salite al ciel con volo glorioso, dov'e' pace e riposo, dove senz'alcun velo si vede il re del cielo. Scena nona Dopo brevi sudori poter dal caldo e 'l gelo salir beato al cielo ai sempiterni onori dal mondo pien di mali, e' sorte avventurosa de' mortali. E' sorte avventurosa de' mortali. Poter dopo le prove l'uomo frale e mendico, ma di virtute amico, salir in alto, dove son ricchezze immortali, e' sorte avventurosa de' mortali. 19 / 30 Atto secondo Rappresentazione di Anima, e di Corpo Dagli abissi terreni, dove regna la morte, poter salir per sorte ai sommi eterni regni, che non hanno altri eguali, e' sorte avventurosa de' mortali. Amar il bene eterno, salir al ciel superno, fuggir dal mondo i mali e' sorte avventurosa de' mortali. 20 / 30 A. Manni / E. De' Cavalieri, 1600 Atto terzo INTELLETTO CONSIGLIO INTELLETTO CONSIGLIO CORO INTELLETTO CONSIGLIO INTELLETTO CONSIGLIO INTELLETTO ATTO TERZO Scena prima Intelletto e Consiglio. Sinfonia. Salite pure al cielo, che nel ciel dio si vede, del cor ricca mercede. Fuggite pur l'inferno, dove alberga ogni male, dov'e' il verme immortale. Salite pure al cielo, dove s'odono i canti, degli angeli e dei santi. Fuggite pur l'inferno, dove s'odon le voci degli angeli feroci. Fugge il nocchier l'infesta del mar fiera tempesta, ma piu' s'ha da fuggire del ciel gli sdegni e l'ire. Nel ciel sempre รจ allegrezza, nel ciel sempre รจ la luce, ch'eternamente luce. Ne l'inferno รจ spavento, ne l'inferno รจ dolore le tenebre, e l'orrore. Nel ciel son le ricchezze, nel ciel sono i tesori, e i sempiterni onori. Ne l'inferno ogni tempo miseria, e infamia sta, vergogna e poverta'. Nel ciel sono i palazzi fatti di pietre d'oro, di mirabil lavoro. 21 / 30 Atto terzo Rappresentazione di Anima, e di Corpo Cerca altri a tutte l'ore le gemme di valore: ma piu' s'han da cercare del ciel le gemme rare. Ne l'inferno vi stanno le spelonche e le grotte, dove alberga la notte. Nel ciel รจ primavera, che 'l paradiso infiora, e in sempiterno odora. Nel profondo รจ l'inverno l'immondizia e 'l fetore d'abominioso odore. Scena seconda CONSIGLIO INTELLETTO CONSIGLIO Consiglio, Anime dannate, ed apresi una bocca d'inferno. Intelletto, Anima, e Corpo. CONSIGLIO Voi che siete laggiu', che vi tormenta piu'? Che cosa รจ nell'inferno? ANIME DANNATE Il fuoco, il fuoco eterno, crudel, crudel peccato, per cui ci ha condannato il giudice superno, al foco, al foco eterno. Scena terza Intelletto, Anime beate in cielo, che s'apre, e chiude l'inferno. Consiglio, Anima, e Corpo. INTELLETTO Alme ch'in ciel godete, qual premio in ciel avete piu' nobile e piu' degno? 22 / 30 A. Manni / E. De' Cavalieri, 1600 Atto terzo ANIMA, INTELLETTO, CONSIGLIO, CORPO (dicono insieme) ANIME BEATE Eterno, eterno regno: o regno, o regno eterno: o ben sommo e superno, che mai non giunge al segno: eterno, eterno regno. Cielo aperto. O gran stupore! O grave errore! Ch'uomo mortale d'un tanto male, ch'eterno dura, si' poco cura! O gran stupore! O grave errore! Ch'uomo mortale regno immortale, ch'eterno dura, stolto non cura! Scena quarta CONSIGLIO Anime sfortunate l'altiere voci alzate. Che vi รจ toccato in sorte? ANIME DANNATE Eterna, eterna morte. Ahi! Ci รจ toccata in sorte: morte, che mai non more sepolta nel dolore. Aspra, penosa e forte eterna, eterna morte. Consiglio, Anime dannate, e si riapre l'inferno. Intelletto, Anima, Corpo, e cielo aperto. 23 / 30 Atto terzo Rappresentazione di Anima, e di Corpo Scena quinta Intelletto, Anime beate, nel cielo aperto; Coro, Consiglio, Anima, e Corpo: si richiude l'inferno. INTELLETTO Alme beate e belle, lassu' sopra le stelle qual cosa รจ piu' gradita? ANIME BEATE Eterna, eterna vita: vita che vive e regna, dolce, celeste e degna, sempre, sempre gradita. O gran stupore! O grave errore! Ch'uomo mortale d'un tanto male, ch'eterno dura, si' poco cura! O gran stupore! O grave errore! Ch'uomo mortale regno immortale, ch'eterno dura, stolto non cura! Scena sesta Consiglio, Anime dannate, e s'apre l'inferno. Intelletto, Anima, Corpo, e 'l cielo aperto. CONSIGLIO Alme, la pena e 'l danno che vi da' tanto affanno, finir si deve mai? ANIME DANNATE Non mai, non mai, non mai. O sempiterni guai, che non finiscon mai! Non mai, non mai, non mai. 24 / 30 A. Manni / E. De' Cavalieri, 1600 Atto terzo INTELLETTO Alme la vostra gloria, ne l'eterna memoria e' per durar mai sempre? ANIME BEATE Si', sempre, sempre, sempre. Sempre sara'. E mai non finira': e con perpetue tempre, durera' sempre, sempre. Ogn'un faccia sempre bene che la morte in fretta viene: ami dio ch'e' suo signore, fugga il mondo ingannatore; e perchรฉ ha errato, del suo peccato con pura fede chieggia mercede: faccia opre bone e la sua vita emende, che un momento sol, l'eterno pende. Come cervo assetato, corre al fonte bramato. Cosi' da noi si brama e si desia salir al cielo con voi per erta via. Ma prima insiem cantiamo, e 'l gran signor lodiamo. Scena ottava INTELLETTO, CONSIGLIO, ANIMA, CORPO (dicono insieme) ANIMA E CORPO (dicono insieme) Scena settima Intelletto, Anime beate, si richiude l'inferno. Consiglio, Anima, e Corpo. Angeli, ed Anime beate in cielo: Anima, Corpo, Intelletto, e Consiglio tutti insieme. TUTTI Gloria sia a dio superno che vive in sempiterno: all'alto e gran signore sia sempiterno onore. 25 / 30 Atto terzo ANIME BEATE E ANGELI Rappresentazione di Anima, e di Corpo Chiamiamo tutto il mondo e con canto giocondo cantiam, cantiam gioiosi di dio le lodi e i fatti gloriosi. Scena nona Anime beate, Angeli, Anima, Corpo, Intelletto, Consiglio, Coro, e tutta la Moltitudine insieme. INTELLETTO TUTTA LA MOLTITUDINE INSIEME TUTTI O signor santo e vero, che del mondo hai l'impero: o signor santo e forte, domator della morte. Donator della vita; somma bonta' infinita. A te signor, a te gloria e laude si de': a te sommo signor supremo, e degno sia gloria eterna e sempiterno regno. Voi ch'ascoltando state, perchรฉ non giubilate? Non piu', non piu' pensosi: tutti lieti e gioiosi. Con festa giubiliamo, con giubilo cantiamo, fugga lontano il lutto: festa, festa per tutto. Grazie, inni, laudi e giubili d'amore canti la lingua e le risponda il core. ANIMA Ogni lingua ogni core dia laude al mio signore che l'alme poverelle da terra alza le stelle. Vi prego alme dilette, al ben oprar elette. Come da serpe irato, fuggite dal peccato: e liete a i vostri alberghi ritornate, e con voi riportate questo ricordo mio: ch'eterno regno avra' chi serve a dio. 26 / 30 A. Manni / E. De' Cavalieri, 1600 Atto terzo TUTTA LA MOLTITUDINE INSIEME TUTTA LA MOLTITUDINE INSIEME TUTTA LA MOLTITUDINE INSIEME TUTTA LA MOLTITUDINE INSIEME Tenga ognun, tenga nel core, ch'al fuggir son preste l'ore: ed a forza ch'ognun lassi tutto il ben ch'in terra stassi: ne' c'inganni il mondo rio, ch'ogni ben nasce da dio: ed a l'opre sante e bone rispondono nel ciel scettri e corone. Festa. Chiostri altissimi e stellati, dove albergano i beati, luna, sol, stelle lucenti, fate in ciel dolci concerti; tutto il mondo pieno sia d'allegrezza e d'armonia. Danza su ritornello. Re del mondo e gran signori giubilate dentro ai cori, d'ogni sesso, d'ogni etate, donne ed uomini cantate con fanciulli e verginelle canzonette allegre e belle. Danza su ritornello. D'arpe, lire, organi e trombe, l'aria e terra e mar rimbombe, l'aure vaghe, il suon giocondo portin via per tutt'il mondo. E toccando il suoni il core, senta giubili d'amore. Danza su ritornello. Voi di dio fedeli amanti, genti giuste, uomini santi, grazie eterne a dio rendete, gigli e rose insiem spargete, e co' i gigli e con le rose, lodi eterne e gloriose. Danza su ritornello. 27 / 30 Atto terzo Rappresentazione di Anima, e di Corpo Voi celesti ierarchie fate nove melodie: ecco un'altra nova stella tutta chiara, tutta bella verso il ciel vola splendente, perchรฉ luca eternamente. Danza su ritornello. Congiungete angeli buoni, congiungete i canti, e i suoni: e qua giu' la terra ancora, mentre lieta il seno infiora, con il canto e con il riso corrisponda al paradiso. TUTTA LA MOLTITUDINE INSIEME TUTTA LA MOLTITUDINE INSIEME 28 / 30 A. Manni / E. De' Cavalieri, 1600 Indice Personaggi... 3 Proemio... 4 Scena unica... 4 Atto primo... 8 Scena prima... 8 Scena seconda... 8 Scena terza... 9 Scena quarta... 10 Scena quinta... 11 Atto secondo... 12 Scena prima... 12 Scena seconda... 12 Scena terza... 13 Scena quarta... 13 Scena Scena Scena Scena Scena quinta... 15 sesta... 15 settima... 16 ottava... 19 nona... 19 INDICE Atto terzo... 21 Scena prima... 21 Scena seconda... 22 Scena terza... 22 Scena quarta... 23 Scena quinta... 24 Scena sesta... 24 Scena settima... 25 Scena ottava... 25 Scena nona... 26 29 / 30 Brani significativi Rappresentazione di Anima, e di Corpo BRANI SIGNIFICATIVI Il ciel clemente ogn'or grazia e favore (Coro) ... 11 Ogni lingua ogni core (Anima) ... 26 Voi che siete laggiu' (Consiglio e Anime dannate) ... 22 30 / 30