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Il barbiere di Siviglia, Act I: No. 2, Aria. Largo al factotum - Recit. Ah, ah! che bella vita!

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[Testo di "Figaro (da La Traviata) " Largo, factotum della città, largo Presto a bottega che la vegga, presto Ah, che bel vivere, che bel piacere Che bel piacere per un barbiere di qualità Ah, bravo Figaro, bravo, bravissimo, bravo Fortunatissimo per verità, bravo Fortunatissimo per verità Fortunatissimo per verità Pronto a far tutto la notte e il giorno Sempre intorno in giro sta Mille cucagne per un barbiere Vita più nobile, no, non si dà Rasori e pettini, lancette e forbici Al mio comando tutto qui sta Rasori e pettini, lancette e forbici Al mio comando tutto qui sta V'è la risorsa poi del mestiere Colla donnetta, col cavaliere Colla donnetta, col cavaliere Che bel vivere, che bel piacere Che bel piacere per un barbiere di qualità Tutti mi chiedono, tutti mi vogliono Donne, ragazzi, vecchi e fanciulle Qua la parrucca, presto la barba Qua la sanguigna, presto il biglietto Tutti mi chiedono, tutti mi vogliono Qua la parrucca, presto la barba Presto il biglietto Ehi, Figaro, Figaro, Figaro, Figaro, Figaro, Figaro, Figaro, Figaro Ahimè! Ahimè! Che furia! Ahimè! Che folla! Uno alla volta, per carità! Uno alla volta, per carità! Uno alla volta, uno alla volta, uno alla volta, per carità! Figaro, son qua Ehi, Figaro, son qua Figaro qua, Figaro là Figaro qua, Figaro là Figaro su, Figaro giù Figaro su, Figaro giù Pronto, prontissimo, son come un fulmine Son il factotum della città, della città Della città, della città, della città Avrà un Figaro bravo, bravissimo Avrà un Figaro bravo, bravissimo Fortunatissimo, fortunatissimo, fortunatissimo per verità A te fortuna, a te fortuna, a te fortuna non terrà Sono il factotum della città Sono il factotum della città, della città, della città, della città Ah! Ah! Che bella vita! Faticar poco, divertirsi assai E in tasca sempre aver qualche doblone Gran frutto della mia reputazione Ecco qua Senza Figaro non si accasa in Siviglia una ragazza A me la vedovella ricorre pel marito Io, con la scusa del pettine di giorno E della chitarra, col favor, la notte A tutti onestamente non fo per dire Ma datto a far piacere Oh, che vita! Che vita! Oh, che mestiere! Orsù, presto a bottega! Ed esso? O pur m'inganno! Chi sarà mai costui? Oh, è lui senz'altro, Figaro! Mio padrone? Oh, chi veggo, Eccellenza! Zitto, zitto, prudenza Qui non son conosciuto, devo farmi conoscere Per questo ho le mie gran ragioni Intendo, intendo, la lascio libertà No Che serve? No, dico, resta qua Forse ai disegni miei non giungi inopportuno Ma cospetto, dimmi un po', buona lana Come ti trovo qua, cotardo del mondo Ti veggo grasso e tondo La miseria, signore Abirno! Grazie Hai messo ancor giudizio? Oh, e come! Ed ella come in Siviglia? Or te lo spiego Al Prado vidi un fior di bellezza Una fanciulla figlia d'un certo medico barbogio Che qua da pochi dì si è stabilito Io di questa invaghito Lasciai patria e parenti e i commi belli E qui la notte e il giorno passo girando A quei balconi intorno A quei balconi? Un medico! Oh cospetto! Siete ben fortunato! Sui maccheroni! Il cacio v'è cascato! Ove? Eh certo! Là dentro io son barbiere Parrucchiere, chirurgo, botanico Spezialveterinario, il faccendier di casa Oh che sorte! Non basta! La ragazza figlia non è del medico È soltanto la sua pupilla Oh che consolazione! Perciò zitto! Cos'è? S'apre il balcone Non è venuto ancora... forse... Oh, mia vita! Mio nume! Mio tesoro! Vi veggo alfine... alfine Oh che vergogna! Vorrei darle il biglietto Ebben, ragazza, il tempo è buono Cos'è quella carta? Niente, niente, signore Son le parole dell'aria Dell'inutil precauzione Brava! Dell'inutil precauzione! Che furba! Cos'è questa inutil precauzione? Oh, bella! È l'indidolo del nuovo dramma in musica Un dramma? Bella cosa! Oh, me meschina! La rimeca tutta Raccoglietela presto! Vado, vado Ho inteso Presto! Non temete Son qua. Dov'è? Ah! Il vento l'ha portata via. Guardate Io non la veggo. Eh, signorina, non vorrei Cospetto! Costei m'avesse preso! In casa, in casa! Animo, su! A te dico In casa presto! Vado, vado. Che furia! Quel balcone voglio far murare Dentro, dico! Oh, che vita da crepare! Povera disgraziata! Il suo stato infelice sempre più mi interessa Presto, presto! Vediamo cosa scrive D'accordo! Leggi! "Le vostre assidue premure hanno eccitata la mia curiosità Il mio tutore è per uscir di casa Appena si sarà allontanato procurate d'indicarmi Il vostro nome, il vostro stato, e le vostre intenzioni Io non posso comparire al balcone Senza l'indivisibile compagnia del mio tiranno Siate però certo che tutto è disposta a far Per rompere le sue catene la sventurata Rosina" Sì, sì, le romperà! Aiuto! Che s'apre la porta! "Tra un momento io torno, non aprite a nessuno Se don Basilio venisse a ricercarmi che m'aspetti Le mie nozze con lei meglio affrettare Sì, entro oggi finirlo quest'affare" Dentro oggi! Le sue nozze con Rosina! Ah vecchio rimbambito! Ma dimmi, Ortù, chi è questo don Basilio? È un solenne imbroglion di matrimonii Un collo torto, un vero disperato Sempre senza un quattrino, già! È maestro di musica, insegna alla ragazza Bene, bene! Tutto giova a saper Ora pensate della bella Rosina a soddisfar le brame Il nome mio non devo dir, né il grado Assicurarmi vo' pria ch'ella mi vè Me solo al mondo, non le ricchezze E i titoli del Conte d'Almaviva Ah, tu potresti... Io? No, signor Voi stesso dovete In una canzonetta così a nulla buona Il tutto spiegatele, signor Una canzone? Certo! Ecco la chitarra, presto andiamo Ma io... Oh, che pazienza! Ebben, proviamo