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Il barbiere di Siviglia, Act I: No. 6, Aria. La calunnia è un venticello - Recit. Ah! che ne dite?

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La calunnia è un venticello Un'auretta assai gentile Che insensibile e sottile Leggermente, dolcemente Incomincia a susurrar Piano piano, terra terra Sottovoce, sibilando Va scorrendo, va scorrendo Va ronzando, va ronzando Nelle orecchie della gente S'introduce, s'introduce destromente E le teste ed i cervelli Fa stordire, fa stordire, fa stordire, fa gonfiar Dalla bocca fuoriuscendo Lo sciamazzo va crescendo Prende forza a poco a poco Vola già di là, di là C'è nel tuono una tempesta C'è nel verde una foresta Va fischiando, va rotolando E gli fa tornar via l'aria Alla fine va che scoppia Si propaga, si raddoppia E produce un'esplosione Come un colpo di cannone Come un colpo di cannone Un tremoto, un temporale Un tumulto generale Che fa l'aria rimbombar Un tremoto, un temporale Un tumulto generale Che fa l'aria rimbombar E il meschino calunniato Avvilito, calpestato Sotto il pubblico flagello Per gran sorte va a crepar E il meschino calunniato Avvilito, calpestato Sotto il pubblico flagello Per gran sorte va a crepar E il meschino calunniato Avvilito, calpestato Sotto il pubblico flagello Per gran sorte va a crepar Sotto il pubblico flagello Per gran sorte va a crepar Sotto il pubblico flagello Per gran sorte va a crepar Si va a crepar, si va a crepar, si va a crepar Ah, che ne dite? Eh, sarà ver Ma intanto si perde tempo E qui stringe il bisogno No, vo' far a mio modo In mia camera ampia Voglio che insieme il contratto di nozze Ora stendiamo Quando sarà mia moglie Da questi zerbinotti innamorati Metterla in salvo sarà pensier mio Vengan danari Al resto son qua io Ma bravi, ma benone Ho inteso tutto Evviva il buon dottore Povero babbuino Tua sposa, e via! Pulisciti il bocchino Or che stanno là chiusi Procuriam di parlare alla ragazza Eccola appunto Ebben, signor Figaro? Gran cosa, signorina! Sì davvero? Mangerem dei confetti Come sarebbe a dir? Sarebbe a dire Che il vostro bel tutore ha stabilito Esser dentro domani vostro marito Eh via! Oh ve lo giuro Ha suggellato il contratto col maestro di musica Là dentro s'è serrato Sì? Ho la soglia da fé Povero sciocco! L'avrà da far con me Ma dite, signor Figaro Voi poco fa, sotto le mie finestre Parlavate a un signore? Ah, un mio cugino Un bravo giovinotto Buona testa, ottimo cor Qui venne i suoi studi a compir E il poverin cerca di far fortuna Fortuna? Eh? La farà? Oh, ne dubito assai In confidenza Ha un gran difetto addosso Un gran difetto? Ah, grande! È innamorato molto Sì? Davvero? Quel giovane, vedete, m'interessa moltissimo Non ci credete? Oh sì! E la sua bella, dite, abita lontano? Oh no, cioè, qui... due passi Ma... è bella? Oh, bella assai Eccovi il suo ritratto in due parole È grassotta, genialotta, capello nero Guancia porporina, occhio che parla Mano che innamora E il nome? Ah, il nome ancora? Il nome? Ah, che bel nome! Si chiama, si chiama... Che bel nome si chiama? Poverina! Si chiama R, O, Ro S, I, Si Ro, Si N, A, Na Ro, Si Na Rosina