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Lucio Silla, KV.135 Act 2 12.'Che intesi eterni Dei; Chi sa, che non..' Recitat.

Arleen Augér/Julia Varady/Mozarteum-Orchester Salzburg/Leopold Hager
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Lyrics

Che intesi, eterni dei? Qualmai funesto e spaventoso attorno ai petti suoi! Sola non morirò Che dirvi tuoi, barbaro? Ahimè, che è vero! Lo sposo mio? Che fu? Chiò vedi? A dove son sdegnato di noi? In quest'ora assai che non è sicura la tua vita, e non Devi di respirar quest'ora e communi a tuoi nemici In questi istanti il tiranno partì Trema, defuggi Ah sì, l'empio Ercilio! Giulia, il tuo rischio è il mio maggior periglio Deh per pietà, se m'ami, torna biondine, ah, torna nel fin blu alsina Il mio rimerarti quel martirio è per me Non amareggi il tuo spavento? Oh cara, è il mio dolce piacer Ah! Germonisco se a un gelido spavento abbandona il Mio cor, se dei tuoi giorni decider qua t'ascondi? Ah! Da che viola che angustia simile? Ah! La vuoi chiaverante? In preda d'un vize, so che hai alzato in Faccia il reo tiranno con violenza ingiusta Qual carama a oltrarti! Ed io che t'amo, restar potrò senza Morire d'affanno lungi dal fianco tuo? Se il mano e il braccio un acciaro sì cerca Per svenare un crudel codio e vien desto Quell'acciaro quel braccio, eccolo, è questo Ahimè, che pensi esporsi? Correrti assai ma a buon periglio mi sarena Non paventi né tratto Io nulla temo Dimmi il timor mio speme che ti lamenta Una soverchia tema il bal romano e se ne movi il cor Ma è troppo ordine Timor di tasso bello Ah sì che celo né accresceria mia nel tuo Periglio un nome cagion del mondo a questo ciel E tenti dì lasciarti fuggire adandogliarti alle quesine All'ira di un traditor che alle tue nozze aspira- E che Puoi dire se mi corressa la mia costanza e l'amor mio? E come ancor le donne fuggisci al suo odor e a' Suoi spaventi infondo e nel core ricadono Se ciò non basta ecci il comando ancora In questo mar orrendo sì al tiranno vittima Chi veglia oh sposa è la tua difesa Il cielo- Ha chet'alvolta il nume Ha chet'è qui raggi con furor Aronda de miei timori ancor mi resti allata Parti non puoi cor a timore ingrato Fermati senti oh dei qual mi nasce o prove I passi miei guardati se seguir Saprò morire ma non lasciarti Oh stelle io lo perdo che fu? Cara tu piangi ah che ti pianto Ah sì per questo pianto per questi lumi miei Dismei mi privi parti parti da me girati fui Oh che discorsi Al fine lusingarmi poss'io di questo assegno Del tuo tenero affetto che rispondi vi dal mio Smetti e trometto Fuggi da quei biondi e nova patria dissetati Ah pensa pensa che il ciel difende Ingiusti e ch'io d'altri mai danzarò Deh mi promessi dell'amor mio costanti Ch'abborre a morte un traditore degno Sposa della mia mano fìccati con gioia E sa che non sia questa l'estrema volta, oh dio Pia al sen ti stringo destronere idol Mio destra amarata prova di me sincera No non di me ama mio fuggi Fuggi e spera