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Pagliacci, Prologue: Prelude."Si può? Signore! Signori!"

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Si può? Si può Signore, signori, scusatemi se da sol mi presento Io sono il scomodo Poiché finisce ancor, le antiche maschere mette l'autore In parte eguol riprendere le vecchie Usanze, e a voi di nuovo ineguiami Ma non perdirvi come pria Le lacrime che noi versiam son false E gli spasimi e le nostri martir? Non allarmatevi No, no, l'autore ha cercato invece qui giugni uno squarcio di vita Egli ha per massima sol che l'artista è uom e che Per gli uomini scrivere deve, ed al vero ispiravasi Un nido di memorie in fondo all'anima cantava un giorno, ed ei Con vere lacrime scrisse, e i singhiozzi il tempo gli battevano Dunque vedrete amar, si come amano riesce ormai Vedrete nel odio i tristi frutti, e in lor Gli spasimi formiche e rapide, e risa cime E voi piuttosto che le vostre povere cantare visioni, le Nostr'anime or si lealmente, poi che siam uomini di carne ed Ossa, e che di quest'orfanomando al pari di voi speriamo arde Il concetto vi dissi ora ascoltate come gli è svolto Andiam, incominciate