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Concerto delle menti (Prima parte)

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Tra poco voi salirete su di un tram Uno di quei vecchi, scassati tram Che assomigliano tanto a voi Dopo una giornata nera, vuota, paranoica Per un po' l'andatura di quel tram Sarà per voi quella di tutti i giorni E il vostro occhio cadrà sul pavimento Lurido pavimento, ricoperto dalle incrostazioni degli sputi Dei passeggeri che vi hanno preceduto Toccherete sulla spalla il vostro vicino di sedile per chiedergli qualcosa Vi renderete conto, con immensa disperazione Che non avete toccato altro che un mucchio di stracci, il cui contenuto è il nulla Chiamerete, urlando, il conducente Egli si volterà e vedrete il volto della morte delle menti La vostra unica possibilità d'uscita Sarà quella d'affacciarvi ad uno qualsiasi dei tanti finestrini dello stesso tram E allora v'accorgerete che quello che vi vedevate di solito Sta cambiando, lentamente, inesorabilmente La forma delle case, le auto, la gente Prenderanno le forme e i colori, i profumi Che la vostra mente vi suggerirà Il tram stesso si staccherà da terra e ognuno di voi Pur rimanendo sullo stesso tram Viaggerà per conto suo, superando porte dimensionali A questo punto, la vostra mente sarà predisposta ad accettare Ciò che Pholas Dactylus ha già accettato a suo tempo: non siamo soli nell'universo Il poeta scava con artigli di ferro le sabbie del deserto che sprofonda Rifatta seme, la rosa rampicante, l'insetto riprende la sua forma di larva Nella gola vuota di Mosè, come fumo, rientrano tutte le parole pronunciate La lama di Caino si leva dalla ferita e Abele risorge dalla polvere Pilato non trova più la sua lingua e Giuda sale all'albero a cui s'appese Lucifero s'invola, ruggendo, dalla Terra e ricade il Cristo nella sua, solo sua, morte Adamo ha nuovamente la sua costola, una donna piange entro il suo fianco La distesa dell'Eden è verde e folta, la foresta mormora, non si vede animale Un sole, sciolto in catene di avida sete, ciba il primo con l'ultimo giorno Camminando sui tetti delle case morte M'accorgo d'avere le tasche piene di sabbia Sabbia azzurra di un deserto d'ametista Nelle narici semi di belladonna e le piante della canapa indiana Mare di libanese rosso e mille cavalli in corsa sul dorso della mia mano Ditemi voi, piccoli uomini insignificanti Credete di stare così bene laggiù, semi sepolti sotto una pioggia di tarantole nere? Perché non dovrei viaggiare oltre la soglia di un'altra dimensione? E ditemi voi, piccole donne di stucco... Che ci capite voi se vi dico... Che ci capite voi se vi dico... Che ci capite voi se vi dico... Che un sasso si apre e ne esce un fiore Che ci capite voi se vi dico che da un mare salgono comete viola? Che ci capite voi se vi dico che da una camera vuota Può uscire un esercito di funghi verdi e scomparire Inghiottiti dalla bocca di un inferno? Che ci capite voi se vi dico che da un mare Salgono periscopi d'argento con la lente candida? Che vedo una lunga fila di essere umani, sono nudi e privi di faccia Al posto della faccia c'è uno specchio levigato Che vedo rospi con occhi di gemme Che vedo alberi con le foglie nere Che vedo edifici, le cui fondamenta fluttuano sopra la superficie del suolo Che vedo abissi scarlatti, montagne d'oro e dal mare salgono periscopi giganti... Però funziono... funziono bene! Ed è questo... solo questo che conta! Gli imbecilli ci stanno guardando e non sanno più cosa fare Il terrore diventerà grande ed il grasso farà da padrone Quanti dischi coperti di sangue, sangue viola, respiri mozzati E i pianeti di questa galassia si son fusi in un unico blocco In un unico ammasso di fuoco Quante vite tagliate di netto, vite senza significato Ed un boia con le sue ruffiane sta guardando dall'alto Ridendo di quelli che pretendono di salvarsi Comperando i cervelli degli altri Dai celesti spazi infiniti scenderanno un giorno sei angeli d'acciaio Non avranno una bocca per parlare Non avranno occhi per vedere né orecchie per sentire Il primo stenderà le sue appendici sull'oceano, che diventerà nero Aghi di sole bucheranno i semi della terra, facendone scaturire putrefazione e morte Il secondo metterà le sue radici nelle lande più deserte, divenendo l'albero degli alberi Il terzo sprofonderà nelle fosse abissali di un mare immaginato Facendo terribile strage dei mostri in esso sepolti Il quarto farà uso di una ventosa d'alabastro Che risucchierà tutto ciò che drogava gli umani da molte migliaia d'anni Il quinto impedirà il risveglio del colosso dai piedi d'argilla E la volta del cielo verrà oscurata da barche di platino Milioni d'animali, d'ogni specie, verranno assorbiti dalla tromba solare E mandati ognuno verso una stella diversa Il sesto riedificherà la torre Atlantica e si parlerà finalmente una sola lingua! Abismo, nutrajo, veneni, okazi, nutranjo, veneni Flago, stalo, detrui, cevalo, repacigi, fringo, donaco Eniri, plenigi, flami, provizi, cerbumi, lunturo Poi egli scenderà come pioggia sul selciato E ci sarà abbondanza di pace, sino alla scomparsa dei pianeti Egli dominerà da un mare all'altro, dal fiume sino ai confini della terra... questo vi dico io... Ma i seguaci di Baal sono ancora in agguato: "Squartate dunque le vostre vacche, noi squarteremo le nostre" Il fuoco del Dio, dell'arca lucente, brucerà una sola delle vacche squartate E la fine definitiva dei seguaci di Baal sarà infine segnata Fabelo, panisto, furago, liveri, galono, morusabo Jasmeno burgono, agrabla, frosti, plezure, lunturo Frandema, Jasmeno, frandema, cerbumi, frandema, lunturo Ma non saremo che all'inizio del nostro cammino... La nostra meta sarà quella di unirci per sempre a quei popoli che già c'aspettano E tuffarci con loro nell'universo degli universi, nella dimensione degli intoccabili E là giunti, nascere e rinascere più volte con diverse forme Poiché il corpo può essere 10, 100, 10000, un milione, un miliardo... la mente... una Una delle navi delle sabbie si schianta sulle dune azzurre con la grande vela amaranto La chiglia di rame, la barra bianca luna e tutte le annegate immagini che la fendono Gli uomini mascherati, le donne mascherate Tutti sprofondano nella sabbia, per poi dissolversi in una nuvola arancione prima, nera dopo... Poi il tuono della morte, una morte che non è morte, perché non c'è mai stata vita (Compro e vendo cervelli usati, compro anche quelli di scarto) (Compro e vendo cervelli usati, compro anche quelli di scarto)